L’illusione del valore: l’esempio del DAX

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Bear market sta aspettando li, seduto e annoiato come un orso in letargo. perchè i cicli del mercato rialzista sono lunghi e tortuosi come una scalata in montagna mentre, quando l’orso si sveglia dal letargo, la discesa si fa ripida e senza soste: una caduta verticale! Ma cosa accade durante l’onda 5 finale?

Io la chiamo “illusione del valore”: la svalutazione della moneta è l’ultima carta per cercare di rilanciare l’economia, si pensa che il mercato possa durare all’infinito e si tende a razionalizzare ogni news in favore di nuove economy oppure di un cambiamento politico che porterà ad una nuova economia.

Prendiamo ad esempio l’indice tedesco DAX: un enorme bull market che dura dal 2008 ad oggi, si ma se per pura curiosità prendiamo in esame il dax denominato in dollari, notiamo che il trend è ribassista dal 2008 ad oggi: ma allora cosa sta accadendo??

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Accade che il trend rialzista del Dax denominato in euro, è solamente una svalutazione monetaria dell’euro e non una creazione di valore. Se osserviamo la correlazione tra DAX ed il cambio EUR USD prima del 2008 notiamo una correlazione positiva: salira EUR USD e saliva anche il DAX: in quella fase i fondamentali economici supportavano l’economia e non era necessario l’intervento delle banche centrali. Con l’intervento delle banche centrali invece tutto è cambiato: il mercato sale con fondamentali economici molto più deboli rispetto a prima.

Ora è lecito chiedersi: ma se per caso l’EUR inizia un ciclo rialzista cosa succede al DAX in EUR? è logico pensare e assolutamente plausibile affermare che un rally dell’euro stroncherebbe ogni velleità rialzista del DAX denominato in EUR.

Quindi mai come in questo momento occhio al mondo Forex: il risveglio dell’orso passa da li, questa volta però il risveglio dell’orso potrebbe durare per molto molto tempo.

Se pensate che quello del DAX sia solo un caso date un’occhiata a GBP USD e all’indice inglese FTSE 100

 

 

 

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This Commodity Has Perked Up its Investors’ Portfolios

This Commodity Has Perked Up its Investors’ Portfolios

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The 90% rally in sugar prices since late 2015 fulfills our long-standing forecast

By Elliott Wave International

Imagine that the world’s leading commodity markets were cars speeding down a two-lane highway. Who do you think is in the driver’s seat controlling which direction prices go?

Well, if you follow the mainstream school of wisdom, the answer to that question is simple: Outside factors, or “fundamentals,” drive price trends in commodity markets. That can be a countless number of external factors related to the market itself, such as supply/demand data, weather patterns, political unrest in growing regions, other markets, and on.

We see the picture quite differently. In our opinion, fundamentals are in the passenger seat, at best. And behind the wheel is investor psychology, which unfolds as Elliott wave patterns on price charts.

Nothing makes this distinction clearer than the recent history of one single commodity: sugar.

In mid-2015, sugar prices were about as sweet as curdled milk. The market was mired in a multi-year bear market with prices circling the drain of an 8-year low.

According to the mainstream experts, the sugar “car” was being driven by several bearish factors, such as:

  • The currency of the world’s no. 1 sugar producer — Brazil — was at a 12-year low
  • Oil prices were plunging, reducing demand for alternative, ethanol-based fuels
  • The European Union was ending its “Quota system” which helps shield against outside competition
  • China was flooding the market with artificial sweeteners
  • The U.S. dollar was soaring
  • And Brazil was experiencing a bumper sugar crop

Factors like these, many said, were destined to steer sugar prices Thelma & Louise style straight over a cliff — as these news items from mid-2015 make plain:

Sugar Bears Still in Charge” (Wall Street Journal)

“Global sugar prices have been on a downward trend, and there’s no end in sight.” (Food Navigator)

“The futures sugar market in New York behaves like an endless rerun of a horror movie.” (Wall Street Journal)

“Such is the state of the sugar cane market that local media in India have reported a rise in the number of sugar farmers committing suicide. The market is expected to remain in surplus into next year.” (The Telegraph)

Now, for our take on the situation. According to our chief commodity analyst Jeffrey Kennedy, that same sugar “car” was about to make an abrupt U-turn — U as in “UP.”

In our July 2015 Monthly Commodity Junctures, Jeffrey Kennedy outlined a very bullish scenario for sugar, including these details:

“I’ve noticed over the years that significant turning points tend to occur in years ending 0 and 5… as we move into 2015, I’m actually anticipating a significant low. I’m looking for prices to bottom this year.

“I believe we’re in the very late stages of the initial move down. Ideally, say as move into the fourth quarter of 2015, the [decline] will terminate ant that will give way to an advance where I expect sugar prices to actually double.

“Once we do finish this move down, I will be looking for a sizable move, something that will easily push prices back up to 18, 20, even as high as 22.”

From there, the next chart shows what happened:

  • Sugar prices bottomed in late September, 2015, the “fourth quarter” time window that Jeffrey identified.
  • Then, sugar prices exploded upward in a 90%-plus rally to the 22 cents/pound price target that Jeffrey identified.

When markets present Elliott wave counts as strong as the one that helped Jeffrey anticipate sugar’s dramatic 2015-6 comeback — it captures all of our analysts’ attention.

In fact, in our September 19 Short Term Update, we gave a special commodity update to address the next likely move in sugar — one that may make a dramatic appearance soon:

“As for other markets, if you have any experience in commodities, Sugar is a candidate for a [major move].”


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This article was syndicated by Elliott Wave International and was originally published under the headline This Commodity Has Perked Up its Investors’ Portfolios. EWI is the world’s largest market forecasting firm. Its staff of full-time analysts led by Chartered Market Technician Robert Prechter provides 24-hour-a-day market analysis to institutional and private investors around the world.

Bank of Japan o le onde di Elliott?

Bank of Japan o le onde di Elliott? Questa curiosa coincidenza va assolutamente analizzata

 

 

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Le onde di Elliott non analizzano gli eventi fondamentali ma il tipo di movimento che il prezzo forma. In certi casi però, è curioso notare, come il prezzo si prepari ad un evento fondamentale rilevante prima della news. Questa notte ci sarà la riunione della Bank Of Japan ma l’indice giapponese Nikkey ha già tracciato il suo percorso. Secondo la mia analisi delle onde l’onda 2 è vicina al completamento o si è già conclusa: dovrebbe seguire quindi l’onda 3 rialzista qualunque sia la news di stanotte. Forte volatilità in vista per questo indice, ma quale sarà il vero motivo del movimento: nuovo piano di easing della banca giapponese o le onde di Elliott?

a voi la risposta

AUD /NZD : clear elliott wave pattern

AUD /NZD : clear elliott wave pattern: un cross da studiare attentamente soprattutto per chi è alle prime armi con le onde di Elliott.

AUDNZD.Weekly

 

La semplicità paga anche nel trading: troppi cross “classici” non sono molto chiari in questo periodo. La confusione porta il trader a cambiare idea troppo spesso sulla futura direzione dei prezzi  e questa è la prima componente che ci porta a fare errori nel trading. Allora, invece di cercare nei cross più comuni opportunità che non esistono, perchè non dare un’occhiata a qualche cross più “esotico”?

Ecco un esempio di un cross molto chiaro:

AUD/NZD: la discesa dal 2010 al 2015 si è sviluppata in 5 onde, possiamo quindi affermare che la prima onda si è conclusa in area 0.996. Una volta completata la prima onda sappiamo che ci sarà almeno un pullback in 3 onde che andranno a formare l’onda(2). Siamo quindi all’interno dell’onda (2)?

Diamo uno sguardo nel breve periodo:

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Il cross dopo aver trovato supporto in area 0.996 si muove in 5 onde verso l’alto e storna in 3 onde verso il basso: questi sono tutti segnali che confermano l’onda(2) di lungo periodo.

Vedremo nei prossimi mesi se il prezzo rispetterà l’analisi!

Un altra grande opportunità: Nikkey

Un altra grande opportunità: Nikkey. l’attesa anche su questo indice è finita: è tempo di elaborare un piano di trading.

NIKKEI225 Index

 

L’indice giapponese Nikkey è un altro grande esempio di come un movimento direzionale si formi. Dal 2008 ad oggi infatti, il mercato giapponese ha sviluppato un bel movimento impulsivo che rispetta alla perfezione le regole di Elliott, andiamo a vedere perché:

  • onda 3 > onda1
  • onda 4 non può mai entrare nel territorio dell’onda1
  • onda 4 ritraccia tra il 38.2 e il 50.0 % di fibonacci
  • onda 4 trova supporto a ridosso del precedente 4 grado minore

Se osserviamo l’immagine notiamo come queste regole sono rispettate in maniera precisa dall’indice, aggiungendo poi un’analisi short term sul time frame giornaliero notiamo come dai minimi di area 14.870 punti, il mercato abbia formato le classiche 5 onde di ripartenza: siamo in presenza di un minimo tradabile?

NIKKEI225 short term

A mio parere si: ora dopo 5 onde dovremmo aspettare un po’ per un pullback o test del minimo in 3 onde: a quel punto, se il pullback sarà di natura correttiva avremmo la sicurezza che un nuovo ciclo rialzista sull’indice giapponese è partito.

 

S&P500: dove può arrivare l’onda 5?

S&P500: dove può arrivare l’onda 5? Le turbolenze sono passate. l’indice deve completare il pattern prima di trovare un massimo storico.

S&P500 long term

 

è stato un anno molto strano per l’indice S&P500: il 2016 è partito con la peggior performance mensile dell’indice dal 2008 ad oggi e potrebbe finire l’anno con la miglior perfomance mensile dal 2008 ad oggi: è un rally sostenibile nel lungo termine?

a mio parere no, ma nel breve (nei prossimi mesi) dovremmo osservare un esagerato ottimismo tipico dell’onda 5 finale.

S&P500 Index

La struttura interna delle onde indica che ci troviamo solo all’inizio dell’onda 3 di (5). Per cui, un’ascesa verso la parte alta del canale entro fine settembre non dovrebbe sorprenderci più di tanto: vi ricordo che una delle regole principali del modello di Elliott  è questa:

  • onda 3 non è mai più corta dell’onda 1.

Dopo il raggiungimento della parte alta del canale, in autunno, mi aspetto una correzione (4) che deve manifestarsi in maniera diversa dalla correzione (2) expanded flat di giugno.

Una volta completata questa nuova correzione dovremmo assitere a nuovi massimi storici verso fine anno: questo sarà l’evento finale del mercato bull.

Nel frattempo però, godiamoci questo uptrend estivo.

3 Charts US Economists Want to Keep Secret

By Elliott Wave International

Despite new all-time highs in the stock market, US economic data is lagging. In fact, real GDP per person just dropped to its lowest level in more than 75 years!

While major news outlets never miss a chance to jump on that latest negative trend from society, they seem reluctant to cover basic economic figures that could spell bad news for millions of Americans. Yet the steady dive in US economic performance has recently become too pronounced to ignore.

Take this chart of the 10-year rate of change in US GDP per capita:

This chart is an updated version that first appeared in Robert Prechter’s 2002 New York Times bestseller, Conquer the Crash. In the opening chapter, Prechter wrote:

When historians return to this time, I suspect that they will discover the slow but persistent regression in both U.S. and world-wide growth over the decades in the latter half of the 20th century and wonder why so few recognized it as a signal of the coming change.

When a major New York daily newspaper finally took notice of this data this year, it asked a slate of economists, “What’s wrong with the economy?”

Responses ranged from “a statistical mirage” to a “hangover” from the 2008-2009 recession. Yet the charts, data and figures — for people who are willing to take an honest look at such statistics — reveal something far more insidious.

Has the same exuberant mood that propelled stocks to new all-time highs also pulled the wool over economists’ eyes, causing them to ignore critical early-warning signs of a dangerous new trend taking hold?

I invite you take a look at an eye-opening new 2-page report — a quick 5-minute read from our friends at Elliott Wave International — that answers these questions and shows you two more charts that you will probably not see from any other source.

All together, these three charts show what’s really wrong with the US economy, which is why I think most economists would rather keep them secret.

Please follow this link to see all three charts and read our commentary now.