Bank of Japan o le onde di Elliott?

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Bank of Japan o le onde di Elliott? Questa curiosa coincidenza va assolutamente analizzata

 

 

NIKKEI225 Index.png

 

Le onde di Elliott non analizzano gli eventi fondamentali ma il tipo di movimento che il prezzo forma. In certi casi però, è curioso notare, come il prezzo si prepari ad un evento fondamentale rilevante prima della news. Questa notte ci sarà la riunione della Bank Of Japan ma l’indice giapponese Nikkey ha già tracciato il suo percorso. Secondo la mia analisi delle onde l’onda 2 è vicina al completamento o si è già conclusa: dovrebbe seguire quindi l’onda 3 rialzista qualunque sia la news di stanotte. Forte volatilità in vista per questo indice, ma quale sarà il vero motivo del movimento: nuovo piano di easing della banca giapponese o le onde di Elliott?

a voi la risposta

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AUD /NZD : clear elliott wave pattern

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AUD /NZD : clear elliott wave pattern: un cross da studiare attentamente soprattutto per chi è alle prime armi con le onde di Elliott.

AUDNZD.Weekly

 

La semplicità paga anche nel trading: troppi cross “classici” non sono molto chiari in questo periodo. La confusione porta il trader a cambiare idea troppo spesso sulla futura direzione dei prezzi  e questa è la prima componente che ci porta a fare errori nel trading. Allora, invece di cercare nei cross più comuni opportunità che non esistono, perchè non dare un’occhiata a qualche cross più “esotico”?

Ecco un esempio di un cross molto chiaro:

AUD/NZD: la discesa dal 2010 al 2015 si è sviluppata in 5 onde, possiamo quindi affermare che la prima onda si è conclusa in area 0.996. Una volta completata la prima onda sappiamo che ci sarà almeno un pullback in 3 onde che andranno a formare l’onda(2). Siamo quindi all’interno dell’onda (2)?

Diamo uno sguardo nel breve periodo:

AUDNZD.Daily

Il cross dopo aver trovato supporto in area 0.996 si muove in 5 onde verso l’alto e storna in 3 onde verso il basso: questi sono tutti segnali che confermano l’onda(2) di lungo periodo.

Vedremo nei prossimi mesi se il prezzo rispetterà l’analisi!

Un altra grande opportunità: Nikkey

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Un altra grande opportunità: Nikkey. l’attesa anche su questo indice è finita: è tempo di elaborare un piano di trading.

NIKKEI225 Index

 

L’indice giapponese Nikkey è un altro grande esempio di come un movimento direzionale si formi. Dal 2008 ad oggi infatti, il mercato giapponese ha sviluppato un bel movimento impulsivo che rispetta alla perfezione le regole di Elliott, andiamo a vedere perché:

  • onda 3 > onda1
  • onda 4 non può mai entrare nel territorio dell’onda1
  • onda 4 ritraccia tra il 38.2 e il 50.0 % di fibonacci
  • onda 4 trova supporto a ridosso del precedente 4 grado minore

Se osserviamo l’immagine notiamo come queste regole sono rispettate in maniera precisa dall’indice, aggiungendo poi un’analisi short term sul time frame giornaliero notiamo come dai minimi di area 14.870 punti, il mercato abbia formato le classiche 5 onde di ripartenza: siamo in presenza di un minimo tradabile?

NIKKEI225 short term

A mio parere si: ora dopo 5 onde dovremmo aspettare un po’ per un pullback o test del minimo in 3 onde: a quel punto, se il pullback sarà di natura correttiva avremmo la sicurezza che un nuovo ciclo rialzista sull’indice giapponese è partito.

 

S&P500: dove può arrivare l’onda 5?

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S&P500: dove può arrivare l’onda 5? Le turbolenze sono passate. l’indice deve completare il pattern prima di trovare un massimo storico.

S&P500 long term

 

è stato un anno molto strano per l’indice S&P500: il 2016 è partito con la peggior performance mensile dell’indice dal 2008 ad oggi e potrebbe finire l’anno con la miglior perfomance mensile dal 2008 ad oggi: è un rally sostenibile nel lungo termine?

a mio parere no, ma nel breve (nei prossimi mesi) dovremmo osservare un esagerato ottimismo tipico dell’onda 5 finale.

S&P500 Index

La struttura interna delle onde indica che ci troviamo solo all’inizio dell’onda 3 di (5). Per cui, un’ascesa verso la parte alta del canale entro fine settembre non dovrebbe sorprenderci più di tanto: vi ricordo che una delle regole principali del modello di Elliott  è questa:

  • onda 3 non è mai più corta dell’onda 1.

Dopo il raggiungimento della parte alta del canale, in autunno, mi aspetto una correzione (4) che deve manifestarsi in maniera diversa dalla correzione (2) expanded flat di giugno.

Una volta completata questa nuova correzione dovremmo assitere a nuovi massimi storici verso fine anno: questo sarà l’evento finale del mercato bull.

Nel frattempo però, godiamoci questo uptrend estivo.

3 Charts US Economists Want to Keep Secret

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By Elliott Wave International

Despite new all-time highs in the stock market, US economic data is lagging. In fact, real GDP per person just dropped to its lowest level in more than 75 years!

While major news outlets never miss a chance to jump on that latest negative trend from society, they seem reluctant to cover basic economic figures that could spell bad news for millions of Americans. Yet the steady dive in US economic performance has recently become too pronounced to ignore.

Take this chart of the 10-year rate of change in US GDP per capita:

This chart is an updated version that first appeared in Robert Prechter’s 2002 New York Times bestseller, Conquer the Crash. In the opening chapter, Prechter wrote:

When historians return to this time, I suspect that they will discover the slow but persistent regression in both U.S. and world-wide growth over the decades in the latter half of the 20th century and wonder why so few recognized it as a signal of the coming change.

When a major New York daily newspaper finally took notice of this data this year, it asked a slate of economists, “What’s wrong with the economy?”

Responses ranged from “a statistical mirage” to a “hangover” from the 2008-2009 recession. Yet the charts, data and figures — for people who are willing to take an honest look at such statistics — reveal something far more insidious.

Has the same exuberant mood that propelled stocks to new all-time highs also pulled the wool over economists’ eyes, causing them to ignore critical early-warning signs of a dangerous new trend taking hold?

I invite you take a look at an eye-opening new 2-page report — a quick 5-minute read from our friends at Elliott Wave International — that answers these questions and shows you two more charts that you will probably not see from any other source.

All together, these three charts show what’s really wrong with the US economy, which is why I think most economists would rather keep them secret.

Please follow this link to see all three charts and read our commentary now.

Mondo Forex: qual è l’occasione migliore del momento?

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Mondo Forex: qual è l’occasione migliore del momento? in questa analisi analizzeremo il cross GBP / YEN che secondo me, rappresenta la migliore occasione del momento nel mercato Forex.

Quando analizzo uno strumento finanziario per cercare un’opportunità di trading parto sempre dall’analizzare il grafico di lungo periodo dello strumento: in questo caso il cross è GBP/YEN.

Perché analizzo il grafico di lungo periodo?

perché analizzando il grafico di lungo periodo, se il movimento è chiaro, riesco ad individuare un livello “granitico” che il mercato difficilmente riuscirà a rompere.

In questo caso specifico, il grafico di lungo periodo ci offre una grande indicazione tecnica: area 115 potrebbbe essere l’onda finale di un superciclo partito nel 1980 da area 600!! Ma questo non basta perché il conteggio potrebbe anche non essere corretto: che cosa dobbiamo osservare allora  dal minimo del 2012 a 115, per poter cominciare a sviluppare un piano di trading?

  • dal minimo del 2012 mi aspetto una risalita dei prezzi in chiare 5 onde.
  • se il prezzo si sarà mosso effettivamente in 5 onde dai minimi allora il quadro potrebbe diventare veramente interessante:

Osserviamo il grafico di breve termine:

gbp yen
short term GBP YEN

Il movimento sembra effettivamente soddisfare a pieno i requisiti di un movimento impulsivo:

  • onda 1 e onda 5 sono di simile lunghezza
  • onda 3 è estesa e suddivisa
  • il prezzo ha rotto la resistenza della parte alta del canale indicandoci che il movimento non è una correzione

Se allora l’analisi fosse corretta un ritorno dei prezzi verso area 250 nei prossimi mesi / anni non dovrebbe sorprenderci.

 

Indice FTSE 100 e GBP: analogie di un crash

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Indice FTSE 100 e GBP: analogie di un crash. In questa “free” analysis di oggi analizziamo l’indice inglese FTSE 100 confrontandolo con la sterlina inglese: i risultati sono interessanti.

FTSE100 Index

 

Pochi giorni fa, avevo postato un’analisi sul cross GBP/USD in prossimità del referendum sulla Brexit  indicando che, l’analisi delle onde di Elliott, classificava il movimento di recupero da parte della sterlina  come una correzione tecnica all’interno di un trend decisamente ribassista (nel dettaglio una FLAT CORRECTION). Ora un pattern simile si sta formando sull’indice inglese FTSE 100, semplice casualità o analogia tecnica? Andiamo nel dettaglio di questa analisi:

L’indice inglese FTSE 100 ha trovato un massimo importante nel 2015 attorno ad area 7.130 punti, da allora l’indice si trova in deciso downtrend ed ha già fatto un segnare un declino del 25% rispetto al massimo del suo valore. La probabilità che questo storno sia solo la prima onda di un ciclo ribassista molto più esteso è davvero importante.

Infatti, Il rimbalzo tecnico al quale abbiamo assistito nel 2016 va classificato per il momento come una FLAT Correction (la suddivisione interna per chi usa Elliott è 3,3,5) ed ora l’indice sta affrontando resistenze davvero cruciali per il suo andamento di medio termine.

Se la struttura del movimento tecnico fosse confermata, da una ripresa dello storno in questa settimana di trading, non ci sarebbero più dubbi sulla natura correttiva del rimbalzo in questo 2016 e dovremmo aspettarci un forte movimento da parte del prezzo simile a quello avvenuto sul cambio correlato GBP / USD: ecco l’immagine del cambio:

gbp usd

Un altro aspetto molto importante da considerare è questo: Il “danno” finanziario si manifesta prima nel mercato monetario e poi negli indici azionari, questo perché un oscillazione prepotente del cambio mette in crisi le dinamiche dell’economia reale in primis e poi le speranze degli investitori ( motore dell’andamento azionario).

Chi ha un’ottima capacità di osservazione avrà sicuramente  notato che, anche nel 2008, la volatilità nel mercato Forex aumentò in maniera considerevole prima dello storno dei mercati azionari.

Una strana casualità anche questa oppure un’analogia da sfruttare?

Update 12/08/16:

La price action ha smentito l’ipotesi di una flat per l’indice inglese. attualmente si sta sviluppando l’onda 3 dell’ultima onda primaria (5) del (B). Questo rally è semplicemente dovuto alla svalutazione della sterlina. Una volta che saranno raggiunti nuovi massimi e la sterlina comincerà il rally per l’indice inglese ci sarà l’inizio del mercato sell