S&P500: dove può arrivare l’onda 5?

S&P500: dove può arrivare l’onda 5? Le turbolenze sono passate. l’indice deve completare il pattern prima di trovare un massimo storico.

S&P500 long term

 

è stato un anno molto strano per l’indice S&P500: il 2016 è partito con la peggior performance mensile dell’indice dal 2008 ad oggi e potrebbe finire l’anno con la miglior perfomance mensile dal 2008 ad oggi: è un rally sostenibile nel lungo termine?

a mio parere no, ma nel breve (nei prossimi mesi) dovremmo osservare un esagerato ottimismo tipico dell’onda 5 finale.

S&P500 Index

La struttura interna delle onde indica che ci troviamo solo all’inizio dell’onda 3 di (5). Per cui, un’ascesa verso la parte alta del canale entro fine settembre non dovrebbe sorprenderci più di tanto: vi ricordo che una delle regole principali del modello di Elliott  è questa:

  • onda 3 non è mai più corta dell’onda 1.

Dopo il raggiungimento della parte alta del canale, in autunno, mi aspetto una correzione (4) che deve manifestarsi in maniera diversa dalla correzione (2) expanded flat di giugno.

Una volta completata questa nuova correzione dovremmo assitere a nuovi massimi storici verso fine anno: questo sarà l’evento finale del mercato bull.

Nel frattempo però, godiamoci questo uptrend estivo.

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Nuovo servizio azionario Italia e indici azionari

Nuovo Servizio azionario Italia e indici azionari.

Lostudiodeimercatilive amplia l’offerta dei servizi a supporto del vostro trading con un nuovo servizio sui titoli italiani. Verranno analizzati i seguenti titoli:

  • Intesa San Paolo
  • Unicredit
  • Enel
  • Eni

Come per gli altri servizi, una volta ricevuta la quota di abbonamento riceverete un link al quale consultare l’analisi delle onde di Elliott per i titoli coperti dal servizio. Per questo servizio gli aggiornamenti disponibili saranno 3 alla settimana: Lunedi alle 17.00, Mercoledì alle 17.00 e infine Venerdì alle 17.00

Il costo mensile del servizio è di 115 Euro. Clicca qui per iscriverti al servizio (il servizio partirà lunedì 27 Giugno):

  • Azionario Italia

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Stessa tipologia di servizio anche per gli indici azionari, con 3 aggiornamenti settimanali (Lunedi, Mercoledì e Venerdì). Gli indici che verranno analizzati sono questi:

  • FTSE MIB
  • DAX
  • S&P500
  • Dow Jones industrial average

Il costo mensile del servizio anche in questo caso è di 115 Euro. Clicca qui per iscriverti al servizio (il servizio partirà lunedì 27 Giugno):

  • Indici azionari

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Un grafico per il 2016? S&P500 financial sector

Un grafico per il 2016? S&P500 financial sector

S&P 500 FINANCIALS (SECTOR)

Questo indice racchiude tutte le più grandi istituzioni americane (banche / assicurazioni)  all’interno del settore finanziario, a differenza dell’indice principale S&P500 dal 2008 ad oggi questo indice non ha aggiornato i suoi massimi storici. Che cosa ci sta indicando?

  • In primo luogo, il grafico non mente mai, per cui tutti i mass media che parlano o parlavano di ripresa del settore finanziario, non riportano la verità
  • A livello tecnico il movimento sviluppatosi dal 2008 ad oggi è un movimento controtrend di correzione
  • Il trend principale è ancora ribassista
  • La crisi nel settore finanziario persiste ancora
  • Almeno un’altra ondata di vendite, simile a quella del 2008, è all’orizzonte

 

Questo indice, a livello tecnico si sta comportando in maniera perfetta:

Appena intercettato il livello 61.8 di fibonacci rispetto alla discesa del 2008 ha subito invertito la marcia: una discesa al di sotto di area 296 sarà la conferma del nuovo trend ribassista!

keep your money safe.

Se vuoi conoscere meglio i miei servizi visita la pagina:

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STOCK MARKET : INFLECTION POINT?

STOCK MARKET : INFLECTION POINT? un possibile scenario sull’indice americano S&P500 e l’indice tedesco DAX

Ancora una volta il mercato ha dimostrato che le banche centrali non sono in controllo del mercato stesso: la conferenza di Mario Draghi ne è stata un esempio Giovedì scorso, pensate che allora le banche centrali siano in controllo dell’economia? Io mi limito ad analizzare i movimenti del mercato e del prezzo in maniera oggettiva ma quello che sto osservando da un pò di tempo non può essere trascurato:

Le banche centrali hanno creato uno stato di iperconfidenza nel loro operato crando attese altissime: un piccolo esempio è questo:

Mario Draghi ha dichiarato che i prezzi in discesa del petrolio sono di per se uno stimolo per l’economia, ma siamo sicuri che nei prossimi mesi, il mercato del petrolio resterà a questi prezzi oppure potremmo vedere un’ascesa vertiginosa dei prezzi del petrolio, ascesa dei prezzi che potrebbe smontare il castello di carta creato dalla Bce?

Una cosa è chiara:

Il mercato sta perdendo fiducia nell’operato delle banche centrali. Il mercato azionario è salito negli ultimi anni , grazie alle speranze e non grazie a fondamentali economici robusti.

Dopo questa introduzione passiamo all’analisi del trend, prendiamo due indici : l’indice tedesco DAX e l’indice americano S&P500

DAX:

DAX30 Perf Index

  • Il mercato sale dal 1974!
  • Ci sono 5 onde completate
  • L’onda 4 è stata un triangolo
  • il target del triangolo è stato centrato in area 12.000 punti
  • i triangoli sono dei pattern che anticipano la fine di un trend
  • Se l’analisi fosse corretta il target della correzione è verso l’area del precedente supporto

S&P500:

S&P500 Index

  • Il mercato sale dal 1956!
  • 5 onde completate o vicine al completamento
  • l’onda 3 ha superato il canale segno di un esagerato ottimismo
  • perdita di momentum evidente
  • anche in questo caso i fondamentali economici sono più deboli rispetto alle onde precedenti

Per cui questo scenario è da tenere bene in mente:

Non significa che al 100% si verificherà, ma sicuramente è uno scenario possibile, in ogni caso non entrerei long sul mercato azionario a questi prezzi per un possibile target del 10% a fronte di un rischio enorme!

 

SP500: Primary correction!

SP500: Primary correction! anche l’S&P500 conferma una correzione primaria in corso: la più grande dal 2011 ad oggi.

Future mini S&P500

Future mini S&P500

Dopo l’indice tedesco Dax, anche l’indice americano conferma che, lo storno dei mercati è un dato di fatto e non più un’ipotesi. Il pattern grafico denominato ending diagonal ci confermava l’evidente stato di deterioramento del trend rialzista: segno inequivocabile che, il trend necessitava di uno storno prima di poter ripartire ( forse per l’ultima volta) verso nuovi massimi. Con la rottura del supporto posto a 2.035 punti abbiamo la conferma che, la correzione primaria è in corso.

Mi permetto una considerazione psicologica prima di ritornare sull’analisi tecnica: la psicologia di massa fa si che in questo caso, operatori e mass media cerchino una spiegazione fondamentale a questo storno dei mercati: molti troveranno nelle dimissioni del capo del governo Tsipras la motivazione di tutto ciò, in realtà,  secondo il mio punto di vista, i problemi sono ben altri: la deflazione e l’indecisione della Fed, mostrano come, la banca centrale americana non è in grado di controllare una situazione ben più grave di quella che appare nella realtà.

Tornando all’aspetto tecnico: ora dobbiamo concentrarci sui livelli tecnici per capire il target di arrivo di questa importante correzione: i target minimi di arrivo sono sicuramente i precedenti livelli di supporto: in questo caso 1.815 punti, non va però escluso che, dopo un rimbalzo tecnico, l’indice possa arrivare verso 1.724 punti: ritracciamento 38.2 di fibonacci dell’intero movimento partito nel 2011 da area 1.078 punti.

Solo una chiusura giornaliera sopra 2.150 punti potrà invalidare la view ribassista per l’indice americano nei prossimi mesi.